Babbo Natale veste “rosso Coca Cola”: marketing o leggenda?

Babbo Natale veste “rosso Coca Cola”: marketing o leggenda?

Se pensi a Babbo Natale, che colore immagini il suo vestito? Probabilmente rosso (e bianco) proprio come una lattina di Coca Cola. Si tratta di un caso o di una geniale manovra di marketing? Ecco la verità.

Chi ha inventato Babbo Natale?

Il mito di Babbo Natale ha origini diverse a seconda della cultura cui si fa riferimento. In quella occidentale è ricondotto al personaggio storico di San Nicola, un vescovo cristiano vissuto nel IV secolo. La leggenda narra che cinque bambini furono rapiti e uccisi da un oste, ma il vescovo li riportò in vita. L’episodio lo trasformò nel “protettore dei bambini”.

La sua storia si arricchisce di particolari e tradizioni specifiche in base alla provenienza di chi la racconta. In Belgio e nei Paesi Bassi, ad esempio, i bambini appendono al caminetto le loro scarpe perché vengano riempite di regali e dolciumi. Insomma, sembra proprio che Coca Cola non abbia inventato Babbo Natale, sebbene lo abbia dipinto (letteralmente) così come lo conosciamo oggi.

Storia di un’icona: il cambio look di Babbo Natale

Quando pensiamo a Babbo Natale, immaginiamo un uomo corpulento, vestito di rosso e con una lunga barba bianca ma non è sempre stato così. il modo di rappresentarlo è cambiato nel tempo e non solo per colpa (o merito) di Coca Cola. Basti pensare al Babbo Natale di Thomas Nast, il vignettista di guerra che nel 1863 lo disegnò sulla copertina di Harper’s Weekly. L’uomo raffigurato era giunto in soccorso dell’Unione e appariva piccolo, molto simile a un elfo.

Nast si divertì a disegnarlo per i successivi trenta anni e nel 1881 la sua immagine era già molto simile a quella attuale.

Babbo Natale Coca Cola

Pare sia stato proprio lui a cambiare il colore del suo mantello da marrone a rosso.

Il binomio Coca Cola – Babbo Natale risale al 1920, quando il personaggio comparve vestito di rosso nella pubblicità natalizia del noto brand. Peccato però che esistano prove inconfutabili del fatto che i colori di Babbo Natale non siano stati frutto di una geniale operazione di marketing. Si tratta di alcune illustrazioni risalenti agli anni 1906, 1908 e 1925, che lo immortalano in un completo bianco e rosso, senza che vi sia alcun nesso con la bibita più conosciuta al mondo!

Babbo Natale “rosso Coca Cola”: le origini del mito

A partire dal 1920 Coca Cola impiegò Babbo Natale per le sue pubblicità natalizie, raffigurandolo come un uomo dallo sguardo severo, sul modello di Thomas Nast.

Fu l’artista Fred Mizen a rompere gli schemi, offrendone un ritratto più informale e amichevole ovvero quello di un Babbo Natale che beveva un bicchiere di coca cola, in un affollato grande magazzino. Il suo disegno fu al centro della campagna natalizia pubblicata su The Saturday Evening Post nel dicembre 1930.

Babbo Natale Coca Cola

Nell’anno successivo, vennero coinvolte anche le riviste popolari e questa volta il protagonista non sarebbe stato un uomo travestito, ma il vero Babbo Natale.

Florido, realistico e d’impatto: ecco come Coca Cola lo voleva e la sfida fu accolta da Haddon Sundblom, disegnatore del Michigan. La sua versione esordì nel 1931 sulle pagine di The Saturday Evening Post, Ladies Home Journal, National Geographic e The New Yorker, tra i tanti. Il suo pennello prese spunto da una poesia di Clement Clark Moore del 1822 Twas the Night Before Christmas (La Visita di San Nicola) che suggeriva un’immagine piacevole e cordiale di Babbo Natale.

Coca Cola sfruttò fino al 1964 il suo talento, dando vita a uno “storyselling” di successo. Il racconto di Babbo Natale (chi era? Cosa faceva? Come passava le feste?) si legava così a doppio filo a quello della coca cola. Ogni anno, veniva rivelato un dettaglio in più: Babbo Natale regalava giocattoli ma ci giocava anche! Nelle pause leggeva le lettere dei bambini concedendosi la sua bibita preferita e quando visitava le case per lasciare i doni, trovava sempre il tempo di controllare se in frigo c’era della coca cola!

I disegni originali, dipinti a olio, furono adattati a vari formati pubblicitari: riviste, poster, espositori, peluche e calendari. Ecco qual è la verità su Babbo Natale, rosso per tutti e per sempre grazie al contributo di Haddon Sundblom e indirettamente di Clement Clark Moore.

Alcune curiosità sul Babbo Natale di Coca Cola

Se la verità sul Babbo Natale “rosso Coca Cola” ti ha stupito, aspetta di leggere alcune curiosità su come è stata costruita la sua immagine pubblicitaria.

Il Babbo Natale di Coca Cola esisteva davvero e non era il solo

Quando Sundblom dipinse Babbo Natale usò un modello in carne e ossa: il suo amico Lou Prentiss, un venditore in pensione. Alla sua morte dipinse se stesso allo specchio, poi passò a delle fotografie.
Anche i bambini raffigurati insieme a Santa Claus esistevano davvero. Si trattava delle sue vicine di casa, una delle quali veniva trasformata in maschietto.

Se Coca Cola cambiava Babbo Natale i clienti protestavano

Il Babbo Natale di Coca Cola era così amato, che se Sundblom cambiava anche solo un dettaglio l’azienda riceveva lettere di protesta. Qualche esempio? La mancata fede nuziale o la cintura al rovescio del loro amatissimo Babbo.

Prima della Sprite, c’era Sprite Boy: l’amico di Babbo Natale!

Nel 1942 Coca Cola introdusse Sprite Boy, un personaggio creato sempre da Sundblom. Il suo nome derivava da ‘sprite’, termine inglese per ‘folletto’ e non dalla bevanda Sprite, che sarebbe stata lanciata nel 1960.

Uno spot natalizio da Oscar per Coca Cola

Un dipinto di Sundblom del 1963 ha preso vita grazie al premio Oscar Alexandre Petrov, che nel 2001 ha creato per Coca Cola un suggestivo spot televisivo animato. Ora che la verità su Babbo Natale e Coca Cola è stata svelata, potrai pensare al rosso senza sentire l’urgenza di consumare una bibita in particolare. Cosa ne pensi di questa connessione? Pur essendo casuale è una bella fortuna per Coca Cola condividere i colori di Babbo Natale non trovi?

Ed ecco perché se stai studiando il tuo marchio aziendale, prima di decidere i colori dovresti farti qualche domanda. No, non hai bisogno di chiederti quante festività “libere” rimangono, piuttosto indaga e valuta la forza evocativa dell’immagine scelta. E se hai bisogno di assistenza in questa delicata fase, puoi sempre contare sul nostro team!

 

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