copyright

IL Copyright è il “Diritto d’Autore” , o meglio una riserva del diritto di autore che conferisce al suo autore, un diritto di utilizzazione dell’opera di ingegno. Tale opera per essere riconosciuta come tale deve possedere carattere creativo e appartenere o alla letteratura, alla musica, al disegno, al teatro, alla fotografia, al cinema o alle arti. Non ha quasi limiti temporali, in quanto è riconosciuta per tutta la durata della vita dell’autore, fino a settanta anni dopo.

L’ordinamento italiano, così come quelli ad esso sovraordinati, si preoccupa di salvaguardare le “opere di ingegno” prescindendo da qualsivoglia atto formale di registrazione o deposito. Altrimenti detto, le creazioni intellettuali non esigono, secondo la legge, una pubblica attestazione. Tuttavia è chiaro che in caso di plagio o furto opera intellettuale, sarà difficile, se non impossibile, in caso di controversia provare la titolarità e rivendicarne dunque, la paternità della propria opera. Optare per la sua registrazione è un’azione saggia e assennata che protegge l’autore o l’editore da eventuali abusi o riproduzioni non autorizzate.

Il riferimento normativo nazionale è costituito dalla Legge sul Diritto d’Autore che ne definisce le modalità di “certificazione” e i vari requisiti da soddisfare. Per la prima registrazione di un’opera sarà sufficiente ricorrere al deposito presso la Società Italiana degli autori ed editori meglio nota come SIAE, nel caso si tratti di opere già note al pubblico sarà necessario presentare domanda e relativo deposito, presso il registro pubblico generale delle opere protette, istituito presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’ente preposto dovrà dunque provvedere poi, alla registrazione e al rilascio di un attestato di diritto di utilizzazione esclusiva.
Vi sono altri registri pubblici che la succitata legge ha istituito per conto della SIAE e sono quello per le opere cinematografiche e quello per i programmi per elaboratore.
Tali registrazioni provano dunque, l’esistenza dell’opera e anche a fronte della data di pubblicazione ne attestano la paternità. Lo studio fornisce per questa sezione oltre all’opportuno sostegno nella fase di deposito delle domande di registrazione in Italia e all’estero, anche consulenza tecnico-legale in caso di contenzioso. Il design o “Disegno o modello” rappresenta l’aspetto del prodotto, la sua forma. La legge tutela tale l’istituto riconoscendo parte del “design” tutto il complesso di elementi che compongono il prodotto: Linee, Colori, Forma, Contorni, Struttura e Orientamento.

Ogni oggetto industriale o artigianale, o parte di questo, i simboli grafici, il packaging, i caratteri tipografici rientrano nella definizione di “prodotto” da poter sottoporre alla relativa tutela legale.
Non fanno parte di questi forme come le parti non visibili del prodotto in condizione di normale utilizzo, o quelle caratteristiche puramente appartenenti alla sua funzionalità tecnica.

I requisiti che deve possedere un “design” per esser riconosciuto e dunque tutelato sono l’originalità e la novità, provando così che nessun altro modello o disegno sia stato precedentemente divulgato.
In estrema sintesi, secondo la definizione accolta dalla dottrina, deve possedere “carattere individuale” deve suscitare un’impressione complessivamente diversa da altre forme già note al pubblico.
E’ bidimensionale quanto attiene alla texture del prodotto, il suo ornamento insomma; ed è tridimensionale quando riguarda la forma vera e propria.

Oltre alle funzioni di assistenza nelle domande di deposito di design in Italia e alla’estero, o durante le procedure di registrazione, nell’ambito delle competenze di uno studio di consulenza per la proprietà intellettuale, i servizi riservati a questa categoria, proprio per evitare controversie per plagio o furto, vanno dalle ricerche di anteriorità ai pareri pro-veritate sull’interferenza tra i diritti di design, dai servizi di sorveglianza sul modello registrato ad azioni legali contro registrazione di design.

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