Istituito nel 1996, il marchio comunitario ha valenza in tutti gli stati dell’Unione. Le esigenze di un’Europa commerciale che cresce sotto l’egida della flessibilità e della globalizzazione ha richiesto strategie e strumenti più snelli ed efficaci per consentire la più coerente mobilità delle imprese in tutto il territorio comunitario.

Tale certificazione ha l’obiettivo di impedire la registrazione e l’uso nei Paesi dell’Unione di marchi simili (nazionali o comunitari) a quello precedentemente depositato. L’ente preposto al rilascio della necessaria attestazione è l’UAMI l’ufficio per l’armonizzazione del mercato interno. La registrazione è effettiva solo dopo un esame dei requisiti formali e sostanziali. Con un’unica procedura e una sola tassa il marchio comunitario concede un’attestazione valida in tutti i paesi dell’UE dando al titolare il diritto di disporne in maniera esclusiva. Gli effetti di tale protezione durano 10 anni dalla data di deposito della domanda e può essere rinnovata dopo la sua scadenza. Non utilizzarlo in uno di questi paesi non fa decadere i diritti che ne derivano. Dopo che l’UAMI avrà verificato che il marchio può esser registrato come marchio di impresa effettua una ricerca di anteriorità tra i marchi comunitari, pubblicando un resoconto da inviare ai titolari richiedenti. In caso di esito negativo dell’esame in questione, è possibile apporre le proprie motivazione e ottemperare con eventuali modifiche. Decorsa questa fase, l’ufficio comunica ai titolari la comunicazione della pubblicazione della nuova domanda di marchio comunitario e successivamente la inserisce all’interno del bollettino dei marchi comunitari.

Per tutti i tre mesi successivi, prima che la registrazione sia effettiva, i titolari di marchi depositati anteriormente hanno il diritto di opporsi alla registrazione del marchio. Se la controversia si risolve positivamente o nel caso in cui non vi sia stata proprio opposizione l’UAMI registra il marchio comunitario.

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