La registrazione del marchio di impresa è una procedura che fa capo all’Ufficio italiano brevetti e marchi (Uibm) istituito dal Ministero delllo Sviluppo Economico., che gestisce e regola i requisiti e le modalità di registrazione dei marchi nazionali secondo le previsioni di legge.

Registrare un marchio in Italia significa ottenere il diritto di godimento esclusivo del marchio, sin dalla data di deposito. Ha una durata decennale e può esser rinnovato all’infinito ad ogni sua scadenza.
La validità di tale diritto è limitata entro la giurisdizione dello Stato in cui è registrato (principio di territorialità), ed è solo in questo paese che può richiederne una tutela adeguata. Altro limite è caratterizzato dal fatto che la tutela può esser invocata, solo per quei prodotti indicati in sede di registrazione o suoi affini (principio di specialità).

Vi sono però delle eccezioni, che hanno a che fare con una tutela più garantista, quando cioè, il marchio gode di una certa fama, di una notorietà bastevole di per sé a giustificare la presenza effettiva di un uso improprio da parte di terzi del marchio registrato, prescindendo dalle specifiche del prodotto o dalla sua circoscrizione territoriale.
Sin dalla data di presentazione della domanda di registrazione, il soggetto richiedente può fa valere i suoi diritti ancor prima dell’avvenuta registrazione.

Il fulcro della procedura risiede nel noto “Modulo C” ossia il modello per la presentazione della domanda. Questa può essere inviata alla camera di commercio o direttamente all’UIBM o ancora procedere con la registrazione telematica sul sito ufficiale dell’ente sopra citato.

Per non ingolfare il sistema e consentire uno snellimento burocratico, l’ufficio competente è autorizzato ad eliminare “dal suo bollettino” tutti quei marchi che non sono stati effettivamente utilizzati da almeno cinque anni. La registrazione e i diritti derivanti decadono automaticamente pur dovendo comunque esser attestata mediante sentenza dell’organo competente.

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