Bontà da Passeggio: la Vera Storia del Cono Gelato

Bontà da Passeggio: la Vera Storia del Cono Gelato

Con l’arrivo della bella stagione cresce la voglia di un bel
cono gelato, chi lo ha inventato? Te lo sei mai chiesto? Scopriamolo insieme.

La storia del cono gelato inizia in America, dove è stato servito per la prima volta. Due sono le principali teorie al riguardo, c’è chi sostiene sia stato inventato dall’italiano Italo Marchioni (titolare del brevetto) a New York nel 1903 e chi lo attribuisce a un’idea avuta dal pasticcere siriano Ernest Hamwi, durante la Fiera di St. Louis del 1904.

L’Invenzione del Cono Gelato all’Esposizione Universale del 1904

Nello stesso anno, la città di Saint Louis ospitò le Olimpiadi e una fiera mondiale che attirò milioni di visitatori. I progressi tecnologici (radio, telefono, cinema muto, aeroplano) e quelli agricoli (cibo in abbondanza, presentato in forme spettacolari) vennero messi in bella mostra. Stando a quanto riportato dal New York Times, quel via vai di gente ansiosa di vedere ogni cosa ispirò uno degli espositori, che elaborò un sistema per gustare il gelato in movimento.

In una lettera del 1928 all’ “Ice Cream Trade Journal”, il pasticcere siriano Ernest Hamwi, racconta di come aveva arrotolato una delle sue “zalabie” (prodotto simile al wafer) per aiutare il vicino venditore di gelati, Charles Menches, che aveva finito i piatti. Quest’ultimo, a sua volta, sostiene di essere stato lui il primo a formare un cono. Più precisamente, due: uno per un gelato e un altro per un mazzo di fiori, entrambi destinati a una sua amica.

Menches non fu il solo a rivendicare, durante la Fiera di St. Louis del 1904, la paternità del cono gelato, ma ci pensarono anche: il siriano Abe Doumar, un immigrato turco e due fratelli dell’Ohio. La verità è che molto probabilmente l’idea fece scalpore e si diffuse rapidamente tra gli stand.

Cono Gelato: un Brevetto Italiano

L’abitudine di accompagnare il gelato alle ostie di pane risale al XVI secolo e una ricetta simile a quella del moderno cono è rintracciabile nel libro di cucina dell’inglese Agnes Marshall, datato 1888. Nonostante le teorie su chi abbia avuto il lampo di genio siano tante, non c’è dubbio circa l’attribuzione del brevetto del cono gelato, che va proprio a un italiano.

Si tratta di Italo Marchioni, arrivato a New York nel 1895 in cerca di fortuna dalla lontana provincia di Belluno. Qui, con il suo carrettino, era solito servire gelati e sorbetti in bicchieri di vetro e in coni di carta. Presto, però, realizzò la sconvenienza di entrambi: i primi erano troppo fragili e quando venivano restituiti andavano lavati velocemente per essere riutilizzati, mentre i secondi si accumulavano in montagne di rifiuti.

Così, Italo pensò a dei contenitori commestibili e dal sapore abbinabile al gelato: delle cialde di wafer da ripiegare su se stesse e servire una volta fredde. Nel 1896 preparò il primo cono gelato della storia e solo diversi anni dopo, registrò negli Stati Uniti l’invenzione del macchinario necessario a produrlo. Il brevetto della macchina per coni gelato fu depositato il 13 dicembre del 1903 (un anno prima dell’Esposizione Universale di St. Louis). Il testo ne racconta il sinteticamente il carattere innovativo:

«può essere particolarmente comoda per manipolare e modellare la pasta […] in forme insolite che finora non sono mai state create, a causa della delicatezza della sostanza e della difficoltà di staccare la sostanza dagli stampi».

Questa data segnò l’inizio di una diatriba all’interno della famiglia Marchioni. Italo, infatti, venne accusato di aver rubato l’invenzione al socio di suo cugino Frank,  Antonio Valvona, che nel 1902 aveva registrato il brevetto di un “apparecchio per la cottura di biscotti per gelato”. L’accusa di violazione del brevetto si concluse con la sentenza del giudice a favore di Valvona, visto che Italo aveva ribrevettato la macchina senza apportare alcuna modifica. Nonostante i fatti e la legge siano a favore di Valvona, il necrologio pubblicato dal New York Times alla morte di Italo, il 29 luglio 1954, lascia la questione aperta:

[…] Il dibattito sul brevetto del cono, oggetto di molte controversie e polemiche, non è mai stato del tutto risolto».

Siamo giunti alla fine di questo viaggio alla scoperta delle origini del cono gelato, una delle tante invenzioni “estive” di cui ci siamo occupati. Chi sa cosa sarebbe successo, se Italo avesse registrato tempestivamente quel macchinario…
Non commettere il suo stesso errore, approfitta della nostra consulenza e
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COMMENTI (2)
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Desidererei avere informazioni su modalità deposito brevetto

    Rispondi

    Buongiorno Aniello. Per maggiori informazioni ci contatti alla seguente email: staff@studiorubino.com
    Grazie e buona giornata.

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