Brexit e proprietà intellettuale: cosa accade ai diritti

Brexit e proprietà intellettuale: cosa accade ai diritti

La parola d’ordine del mese è stata Brexit. Cosa succede ai diritti di proprietà intellettuale?

Ospitiamo oggi un blog post del nostro collega “Herrero & Asociados” apparso su herreroyasociados.com.

Il testo in tutta sostanza chiarisce che chi è titolare di un Brevetto Europeo non subirà alcuna conseguenza, mentre la situazione varia per titolari marchi e design dell’Unione Europea depositati regolarmente presso l’EUIPO (organo UE), perché nel primo caso il deposito vede quale istituzione competente l’EPO, l’istituto privato estraneo alle istituzioni Europee. LA disciplina di marchi e design come molti altri aspetti di questa transizione subirà un lento “allontanamento” per l’espletamento di tutti di adempimenti burocratici per l’uscita del Regno Unito dalla UE.
In questi due anni di transizione chiunque sia titolare dei suddetti titoli saranno tenuti al pagamento delle medesime tasse e dalla medesima normativa i cui dettagli sono ancora da definire (proceduralmente, burocraticamente e legalmente).

herreroyasociados.com: Intellectual Property in the European Union after the Brexit Referendum

Letteralmente titola: “Proprietà intellettuale nell’Unione europea dopo il referendum Brexit“. Al suo interno chiarisce con molta precisione gli effetti sui diritti di proprietà intellettuale.

As we are sure you already know, the United Kingdom’s (UK) Referendum about the permanence in the European Union (EU) has led to a positive vote for leaving.We would like to briefly introduce some Intellectual Property effects that could affect clients’ matters:

a) Da un lato ci sono i Patent, i brevetti quindi, afferma che le domande di brevetto europeo non subiscono modifiche essendo istituito presso l?ufficio europeo dei Brevetti nell’ambito di trattato separato e dall’altro lato c’è la questiona del Brevetto Unitario, anche questo conserverebbe la presenza del Regno Unito essendo previsto da un trattato separato al diritto dell’UE ma, in quest’ultimo caso la questione è molto più controversa perché la sua disciplina prevede il riferimento al diritto dell’Unione della quale da qui a breve non farà più parte.

a)PATENT: 

  • EUROPEAN PATENT APPLICATIONS:
    The European Patent Office is not an institution of the European Union, but is organized under a separate treaty and the UK continues being a member of the European Patent Convention alongside numerous other members who are not part of the European Union.
  • UNITARY PATENT SYSTEM:
    The European Patent system currently provides a bundle of national patents, but is in the process of being enhanced by the Unitary Patent. Under the unitary patent concept, a single patent will be granted for all of the member countries with a single court system to enforce the patents and decide on validity. The UK is not only currently signed up to the Unitary Patent but in fact is scheduled to host some of the institutions of the single court system.(…)

E dunque, ancora bisogna attendere i vari sviluppi che il governo britannico deciderà di intraprendere.

b)Questione a parte per i marchi e i design, come si anticipava in apertura. Fermo restando quel periodo di “status quo” si pone l’accento sui diritti dei titolari, il timore è infatti oltre quel periodo venendo meno la valenza del diritto europeo, del mercato unico e di importanti istituti ormai regolamentati, come il principio di concorrenza, un diverso regime commerciale possa significare una minore tutela o peggio costi proibitivi.

b)EUROPEAN TRADEMARKS AND DESIGNS:
In any case the process for leaving the European Union will take at least two years, and the status quo will be preserved during that time.

Another issue for rights holders is that the UK will cease to be part of the single market. Imports to the UK will no longer be subject to the same standards and fees as the rest of the European Union and will have to be dealt with separately. In addition, aspects of European law such as competition law will cease to apply to the UK.

L’auspicio delle istituzioni di un ruolo di paese terzo del Regno Unito comunque all’insegna di relazioni di cooperazione che potrebbe essere proficua per entrambi. Durante  questo percorso di chi competenza a livello istituzionale e giuridico provvederà a definire i reciproci obblighi e responsabilità per un equilibrato recesso dall’Unione.

Looking to the situation remain in the UK, we still trust them as our partners on that country and continuing the business relation with the European Union. But we still need to wait to see what the United Kingdom proposes to this respect. Looking forward to the future agreements between UK and the European Union, they will have to respect the interests of both sides and have a balance regarding rights and obligations, even having the UK as a third country.

L’articolo conclude poi, definendo che allo stato attuale non è dato ancora conoscere perfettamente gli sviluppi di Brexit e qualità dei diritti di proprietà intellettuali, si sa che in questi due anni le cose resteranno invariate e nel frattempo si attendono sviluppi normativi su contenuti e modalità.

For the time being it is clear that all existing EU laws and EUTM rights will remain fully in force in the UK during the negotiation process for the Brexit, and this may take some time (at least two years and possibly longer), so it is unlikely that any major changes to your IP rights will occur in the immediate future.
Further information of any change will be sent out shortly and we will keep all our clients regularly updated with any further developments on this subject.

In calce si riporta un rimando al comunicato ufficiale dell EUIPO:

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
Brussels, 24 June 2016
Dichiarazione congiunta da Martin Schulz , Presidente del Parlamento europeo , Donald Tusk , il presidente del Consiglio europeo , Mark Rutte , titolare della Presidenza del Consiglio dell’UE , Jean – Claude Juncker , Presidente della Commissione europea

Al suo interno affermano lo sgomento per la decisione del popolo britannico, una decisione sofferta ma rispettare. Si sofferma, la dichiarazione sulla consapevolezza del tempo necessario all’espletamento della procedura, comunque normato sotto tutti gli aspetti opportuni all’art. 50 del Trattato U.E.

E sottolinea che fino al momento di chiusura dell’iter procedurale il Regno Unito sarà a tutti gli effetti un paese membro dell’Unione Europeo tenuto dunque ad applicarne senza riserva il diritto dell’UE.

Si conferma quanto detto sopra da herreroyasociados.com circa l’auspicio delle istituzione di proseguire la via della cooperazione tra partner d’affari.

[Fonte e Crediti Herreroy Asociados] [Crediti Foto Copertina]

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Commento (obbligatorio)

È possibile utilizzare tag e attributi HTML:

Nome (obbligatorio)
Email (obbligatorio)