Expo 2015: Enea e la Vertical Farm

Expo 2015: Enea e la Vertical Farm

Vertical Farm: Il progetto presentato ad Expo 2015 a Milano, da Enea, in questi giorni fa parte del più vasto progetto per rendere l’Agricoltura urbana una risorsa e una soluzione sostenibile ed orientata eticamente.

Enea, una delle agenzie nazionali più importanti per la promozione e produzione delle nuove tecnologie, energie e sviluppo eco-sostenibile, non si è lasciata sfuggire l’occasione di dimostrare come le attività di Ricerca & Sviluppo siano elementi coessenziali per rendere l’innovazione un processo di rilevanza universale per una crescita comune.

enea vertical farm

In questo caso parliamo della Vertical Farm, letteralmente Fattoria Verticale, il design spaziale suggerisce il passo nel futuro ma l’interno ripercorre il nuovo approccio alla tradizione: l’agricoltura. Il punto di partenza è la tecnica della coltivazione idroponica o idrocoltura e per svilupparla si è affidato ad altri consolidati e importanti brand che ne hanno cofinanziato la realizzazione.

Si tratta di:
La società CERES, nella persona del Dott. Paolo Battistel, per gli aspetti agronomici, di funzionamento, gestione e manutenzione del prototipo
La ditta IDROMECCANICA LUCCHINI per la costruzione complessiva della struttura e degli impianti annessi
La ditta SPAGNOL per la fornitura e l’installazione dell’impianto di fertirrigazione
La PHILIPS Horticolture per la fornitura della luci a led
La Steenks Service per la fornitura del sistema di movimentazione interno
La SEMPREFRESCO per la fornitura delle lattughe e del basilico
Il vivaio GREMIZZI Sergio per la coltura delle piantine di lattuga e basilico
L’azienda IDROPONICA per la fornitura di sensori e materiali per le colture idroponiche
La Fondazione Anna Maria CATALANO per il supporto alla realizzazione del filmato in animazione

L’hanno soprannominata l’agricoltura 3.0 ed è stata posta all’interno del “Future Food District” dell’Expo Milano 2015. Un parallelepipedo fatto di specchi, ricorda un grattacielo in miniatura, il volto dell’innovazione, in sostanza. E il messaggio che lancia è che si può pensare fuori dagli schemi se questo significa rendere migliori i frutti della nostra terra. Al suo interno si coltiveranno basilico e lattughe in cubetti di torba pressata, con la coltivazione fuori dal suolo, elaborata su più livelli e sostenuta dal lavorio di un piccola dose di acqua e nutrienti minerali necessari per il riciclo continuo del fabbisogno delle piante. La sua struttura è metallica, misura 3m x 3m x 4,5m, sviluppata in altezza, rivestita di pannelli di vetro trasparente su due lati e da pannelli termoisolanti sugli altri due. All’interno sono presenti scaffalature di 6 ripiani che ne sorreggono le vasche del flusso dell’acqua e dei nutrienti.

Perché è così importante?

  1. Perché riduce il quantitativo necessario per sostenere un’intera coltivazione.
  2. Perché facilita i controlli dal punto di vista igienico-sanitario, dato le piante separate tra di loro necessitano di una piccola porzione “di terreno” che non viene a contatto con altri agenti atmosferici. le zollette e dunque le loro radici appartengono ad un ciclo chiuso.
  3. Per la stessa ragione è molto più semplice dare vita ad una vera e propria coltivazione biologica
  4. Riduce la quantità di spazio perché queste possono essere sospese su più livelli interdipendenti tra di loro
  5. E cosa più importante possono essere portate avanti anche in quei terreni (e dunque) territori con problemi drastici di siccità o anche semplicemente all’interno delle aree urbane.

Chiaro è che un’innovazione del genere non lascia dubbi circa il suo potenziale di utilizzo e di reale miglioria che potrebbe apportare al vivere umano se fosse utilizzata metodicamente da oggi in poi. 

In altre parole sia l’acqua che il suolo vengono ridotti ai minimi termini senza vanificare però i risultati di un’agricoltura di qualità. La Vertical Farm si ispira ad un modello di coltivazione di autofertirrigazione, un sistema computerizzato di distribuzione delle sostanza  nutritive che consente ad ogni tipologia di pianta di crescere in spazi alternativi anche senza il supporto di luce naturale, sostituita invece dall’illuminazione dei più economici LED, sicura alternativa alla necessaria respirazione cellulare della flora.
Il prototipo dell’ENEA sarà il primo esempio italiano ad applicare tutti questi sistemi. 

Altri elementi che la rendono una svolta ecosostenibile sono :

  1. L’assenza di produzione di rifiuti, poiché ogni elemento o prodotto utilizzato viene riciclato al suo interno,
  2. Scarsa produzione di rumori limitatamente al buzz prodotto dall’impianto di unidificazione e dell’aria condizionata comunque sottoposta a riciclo continuo
  3. La VF non produce rifiuti, in quanto tutti i prodotti utilizzati per la crescita delle piante,vengono continuamente riciclati al suo interno. Non vengono nemmeno prodotti rumori molesti, tranne un leggero ronzio dell’impianto di aria condizionata, anch’essa completamente riciclata all’interno della VF.

La VF ha un’unica porta di accesso, dotata di serratura, le cui chiavi verranno affidate solo a personale autorizzato per la raccolta degli ortaggi e il ricollocamento di nuove piante: pertanto l’accesso ai visitatori è totalmente precluso.

Che non sia la nuova via, quella che consentirà a tutti di fare del bene alla nostra natura e all’uomo di pretendere solo il meglio dal proprio territorio e dal proprio lavoro.

[Fonte Enea; Expo2015] [Crediti Foto Copertina]
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