Tutela della proprietà intellettuale: l’impatto sulle PMI

Tutela della proprietà intellettuale: l’impatto sulle PMI

Di norma quando si sente parlare di tutela della proprietà intellettuale i primi dati a saltare fuori sono sempre i rilevamenti tristemente noti di quanto essa ci costa in relazione-termini di danni invece in questo post si tratterà di fare una disamina insolita che prende spunto da una ricerca condotta da un approfondimento congiunto UEB-EUIPO (Ufficio europeo dei brevetti e Ufficio della proprietà intellettuale dell’UE) che invece ha tradotto quantitativamente il valore di cosa essa produce economicamente misurabile attraverso l’analisi dell’impatto dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) sull’economia europea in termini di PIL (Prodotto Interno Lordo), occupazione, salari e commercio.

Perché è necessario intervenire contro le contraffazioni

Tale esigenza muove dalla necessità di sensibilizzare le aziende italiane per il 98% costituite sull’intero territorio nazionale da piccole e medie imprese-PMI di cui per contro solo il 30% si tutela a livello brevettuale e che il resto invece si affida ancora a pratiche “alternative” tutt’altro che sicure in caso di contenzioso con l’aggravio del rischio che comporta un mercato sempre più globalizzato e dai ritmi ancor più frenetici in materia di continue e rapide innovazioni tecnologiche. Un problema questo che riguarda particolarmente da vicino le piccole medie imprese quelle con un patrimonio intellettuale da tutelare che magari hanno edificato la propria immagine distintiva e caratterizzante proprio su di esso ma ancora deboli sotto il profilo della IP (Intellectual Property) e che rischiano così di perdere tutto e non certo le grandi imprese già avviate da tempo in questo senso verso l’efficienza con grandi ristrutturazioni e quindi da ritenersi oramai al sicuro.

Formazione e comunicazione la soluzione per un cambio culturale

Per queste ragioni si è reso necessario ideare una soluzione per risolvere il pericoloso fenomeno delle contraffazioni stilando così un piano futuro in cui per mezzo dell’azione congiunta di comunicazione e formazione si ottenga una progressiva opera di sensibilizzazione atta a far meglio comprendere i vantaggi di crescita e sviluppo intrinsechi alle varie forme di proprietà intellettuale (PI) quando applicate a tutela delle PMI portando ad esempio lo studio delle aziende europee che già lo perpetuano da tempo e con risultati pienamente soddisfacenti oltre che ovviamente sicuri.

Come agire per risolvere il problema contraffazioni attraverso la tutela della proprietà intellettuale

Comunicazione e Formazione i 2 pilastri fondanti attraverso cui l’azione evangelizzante deve riuscire a fare presa sulle piccole medie imprese (PMI) al fine di convincerle ad intraprendere la via della tutela della proprietà intellettuale questo lo scopo-obiettivo ultimo dello studio-indagine congiunto UEB-EUIPO (Ufficio europeo dei brevetti e Ufficio della proprietà intellettuale dell’UE) appena citato il quale muove i suoi intenti a compiere come suo fine ultimo quello di fare luce e confermare così come essa sia alla base di una strategia a lungo termine per fare da traino per l’economia dimostrando così i benefici economici per l’Europa derivanti dalla varie forme di proprietà intellettuale (PI) tra le quali si annoverano brevetti, marchi, disegni e modelli, diritto d’autore, ecc. Ancora lo studio dimostra che le industrie ampiamente basate sui DPI (Diritto Proprietà Intellettuale) sono riuscite ad affrontare meglio la crisi.

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Studio indagine congiunto UEB-EUIPO (Ufficio europeo dei brevetti e Ufficio della proprietà intellettuale dell’UE)

Per ulteriori informazioni incorporo nel post le due immagini sottostanti di sintesi sullo studio presente sul sito EUIPO oltretutto ricco di infografiche, comunicati stampa, sintesi, relazioni integrali suggeriti per approfondire maggiormente la disamina che è stata compiuta in merito al rapporto esistente tra lotta alla contraffazione ed incremento della ricchezza economica. Ancora l’analisi/studio aggiorna quella che è stata già svolta nel 2013 e dimostra come in questi tre anni la crisi abbia intaccato in misura minore chi era provvisto di tutela della proprietà intellettuale.

Industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale e performance economica nell’Unione europea

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Diritti di proprietà intellettuale e performance delle imprese in Europa: un’analisi economica

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Innovazione e sviluppo tecnologico: un breve quadro sul’’Europa

Ovviamente per contro nuove tecnologie, innovazione e ricerca scientifica si dovranno impegnare vicendevolmente a portare avanti la controparte necessaria poi alle susseguenti brevettazioni magari rafforzando ulteriormente i due settori in cui l’Europa è più presente e si distingue che sono le tecnologie di mitigazione dei cambiamenti climatici, settore che dà lavoro all’1,2 % della forza lavoro dell’Unione, genera il 2,1% della produzione economica e una percentuale significativa del saldo positivo degli scambi tra l’UE e il resto del mondo ed il design, con un contributo al saldo del commercio estero dell’UE di oltre 243 miliardi di euro nel 2013, generando il 18 % del PIL e creando 38,7 milioni di posti di lavoro oltre a puntare perché no ad essere competitiva anche in altri settori industriali e tecnologici.

 

CONCLUSIONI

La proprietà intellettuale (PI) in un mercato il cui contesto economico è sempre più globalizzato e le aziende sottoposte a rapidissima innovazione tecnologica diviene di fondamentale importanza per salvaguardare le PMI dalla incombente ed onnipresente minaccia della contraffazione in quanto per converso esserne sprovvisti espone al rischio di poter perdere persino l’immagine distintiva dell’azienda stessa costruita grazie alla tradizione ed alla storia di anni che si cela di norma dietro un brand-marchio.

Le motivazioni di questa falla nella tutela della proprietà intellettuale sono soprattutto di natura culturale-informativa per questa ragione ovviare su una campagna di comunicazione e formazione può essere un valido inizio per far fronte alla situazione critica in cui ancora versa l’Italia e per cui è mancata una sensibilizzazione da parte delle istituzioni rivelatesi perciò assai poco presenti e ad uno squilibrio valutativo ancora resiliente da parte degli imprenditori tra benefici, rischi e costi che non è nettamente sbilanciato verso quest’ultimi in caso di deposito mancato.
Urge quindi un netto cambio culturale innanzitutto, può sembrare all’apparenza destabilizzante ma fortunatamente è confortante sapere che comunque ci si possa affidare prima di investire nella difesa della proprietà intellettuale a studi suffragati da solidi e comprovati dati senza dover passare per i dubbi e le incertezze altrimenti tipici nel qual caso si debba affidare le proprie decisioni a supposizioni, per libera iniziativa o su tesi aleatorie figlie del pregiudizio e peggio ancora della superstizioni.

Brevettare rappresenta allo stato dell’arte nell’attuale periodo storico sempre più un vantaggio competitivo da tutelare per la stessa sopravvivenza di un’azienda, un’assicurazione per il futuro della stessa ed una garanzia, un investimento a garanzia della per la tutela del patrimonio storico e dell’invettiva industriale che ha fatto grande, unico ed originale il nostro paese alias il made in Italy.

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