L’Invenzione del Bancomat: una paternità ambita e contesa

[space height= “20”]
Riesci a immaginare una vita senza B
ancomat? L’Invenzione che ha cambiato le nostre vite ha una storia interessante, ricca di brevetti e aspiranti “padri”. Scopriamola insieme.

Facile domandarsi “chi ha inventato il bancomat?”, più difficile è dare una risposta concisa e veritiera. Lo sportello bancario automatico a cui siamo abituati è, infatti, il risultato di un susseguirsi di brevetti e migliorie iniziato negli anni ‘30 del Novecento.

Luther George Simjian e l’idea di una “macchina nel muro”

Invenzione-Bancomat-Primo-ATM-City-Bank-New-York
Photo Credits:
mentalfloss

A questo periodo risale il
primo brevetto dell’ATM (Automated Teller Machine) di Luther George Simjian (1905-1997). Considerato da molti “il secondo Thomas A. Edison”, Simjian fu un prolifico inventore e arrivò a depositare circa 200 brevetti (20 per il solo ATM) compreso quello per il “gobbo”, il suggeritore elettronico delle trasmissione televisive.

Nel 1959 riuscì a installare il primo bancomat presso la City Bank di New York, concordando un periodo di prova di 6 mesi che, purtroppo, finì prima del tempo. La novità non suscitò l’interesse sperato e la macchina fu rimossa dopo pochi mesi. Sembra, infatti, che a beneficiarne fossero per lo più prostitute e giocatori d’azzardo, ben felici di non dover confrontarsi vis à vis con gli impiegati di turno.

John Sheperd-Barron e il Primo Bancomat a Londra

Invenzione-Bancomat-Primo-Londra
Photo Credits:
italnews

In Europa le cose andarono diversamente e la prima installazione fu un successo. Era il 20 giugno 1967 quando lo showman Reg Varney ritirò le prime 10 sterline dall’ATM della Barclays Bank di Londra, in diretta sul programma tv della Bbc “On The Buses”. Commissionato dalla società tipografica britannica De la Rue, il macchinario funzionava sfruttando le radiazioni e i principi del magnetismo. I voucher monouso da inserire all’interno, infatti, venivano immersi nel Carbonio14!

Dietro la sua realizzazione ci fu John Sheperd-Barron (1925-2010), impiegato della De La Rue che, stanco delle lunghe file allo sportello, pensò che se una macchina poteva distribuire automaticamente il cioccolato, avrebbe potuto farlo anche con i soldi. All’inventore scozzese è legato anche un aneddoto sulla quantità di cifre che avrebbero costituito il futuro PIN (Personal Identification Number): lui ne avrebbe volute 6, ma la moglie gli fece notare che 4 sarebbero state più facili da ricordare e 4 furono.

Probabilmente per l’eco mediatica dell’installazione londinese, John Sheperd-Barron è riconosciuto dai più come l’inventore del bancomat. Nel 2005, la paternità dell’invenzione della “macchina distributrice di soldi” gli è stata attribuita persino dalla casa reale inglese, conferendogli la carica di Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico.

James Goodfellow e l’Invenzione del PIN

Invenzione-Bancomat-contributo-James-Goodfellow
Photo Credits
The Guardian

Stessa carica, ma per l’invenzione del PIN è stata attribuita a James Goodfellow nel 2006. Peccato però che la macchina inaugurata nel 1967 fosse proprio una rielaborazione del modello di cassa automatica da lui progettato nel 1965! Si trattava di un apparecchio nel quale inserire delle tessere cifrate, accompagnate dalla digitazione su un tastierino numerico di un codice leggibile.

La registrazione del brevetto del Personal Identification Number (PIN) avvenne il 2 maggio 1966 all’UK Patent No. 1, 197.183. La macchina fu testata un mese dopo e il progetto fu poi ripreso e rielaborato da John Sheperd-Barron.

Nel corso di un’intervista a The Guardian, l’ingegnere ha confrontato i ricavi del suo brevetto di appena 15 sterline con gli stipendi medi dei banchieri inglesi e gli introiti che Marck Zuckerberg ha da Facebook. Come dargli torto? Cosa sono poche sterline paragonate ai 48 miliardi di dollari di Facebook?  Difficile dire quale delle due idee, se Facebook o il Bancomat, abbia inciso di più sul nostro quotidiano, ma indubbia è la portata rivoluzionaria di entrambe.

Donald Wetzel: l’Invenzione del Bancomat in America

Invenzione-Bancomat-Donald-Wetzel-Brevetto-Americano
Photo Credits:
ETHW

Nel 1968, l’ingegnere Donald Wetzel introdusse il concetto di “circuito” Bancomat e insieme ad altri due ingegneri nel 1973 registrò il brevetto americano dell’ATM.

E l’Italia? L’Invenzione del Bancomat arrivò solo nel 1976, con l’installazione del primo sportello automatico presso la Cassa di Risparmio di Ferrara.

Siamo giunti alla fine di questa breve ricostruzione di un’invenzione che ci ha cambiato la vita. Non c’è da stupirsi se a contendersi la sua paternità siano stati in tanti. Del resto, ti avevamo già parlato della nascita delle lenti a contatto e della storia della sigaretta elettronica, ma l’idea del bancomat conserva un fascino particolare, forse perché senza non sapremmo davvero immaginarci. Tu ci riusciresti?

[su_button url=”http://www.studiorubino.com/rubinocz/contatti-roma/” style=”flat” background=”#2a508c” size=”14″ wide=”yes” center=”yes” radius=”0″ text_shadow=”0px 0px 0px #f27320″]CONTATTACI[/su_button]

Leave a Reply

Studio Rubino Srl
PI: 02316340799

Via Cola di Rienzo, 265
00193 ROMA (RM)
Tel: (+39) 0350075287
staff@studiorubino.com