Gli 11 artisti che dicono addio Copyright

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Cesseranno di esser soggette a copyright i lavori di stimati artisti che hanno segnato fasi importanti della nostra storia.

Lo scorso 4 gennaio Repubblica.it pubblica l’elenco degli artisti che dal primo gennaio 2015 cessano di esser protetti sotto l’ala del copyright. Le opere e i lavori di questi artisti rientreranno a pieno titolo  nell’elenco delle opere assolutamente disponibili alla collettività. Tra questi, scrittori, musicisti, scrittori, poetesse e accademici. Tutti nati sul finire dell’800 o i primi del ‘900, che in qualche modo hanno lasciato il segno indelebile del loro passaggio, sulla terra, per le emozioni, i colori e le parole prodotte nel corso della loro carriera. Qualcuno più famoso di altri, qualcuno più amato degli altri.

Dal primo gennaio infatti, il lavoro di questi undici artisti di sotto richiamati, non sarà più soggetto a diritti d’autore. Questo nella sua totalità vale solo per i paesi in cui vige la Common Law, quelli di matrice anglosassone per intenderci, come Stati Uniti e Gran Bretagna. Saranno resi di dominio pubblico in altri Paesi come Europa, Brasile, Israele, Nigeria, Russia e Turchia per quelle opere la cui scadenza del copyright era stato fissato a 70 anni. Nei rimanenti paesi come Canada e Nuova Zelanda, tale limite era stato fissato a 50 anni.

Tra questi: 

C’è Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944)
quello del Manifesto Futurista, per intenderci, quello che affermò:

Abbiate fiducia nel progresso, che ha sempre ragione, anche quando ha torto, perché è il movimento, la vita, la lotta, la speranza. (da Teoria e invenzione futurista, Mondadori, 1966)

C’è Glenn Miller (1904-1964).
Quello che diede vita a brani come “At last” o a  “Moonlight Sonata”. Quello che solo a sentirlo ci trasporta sulle sponde del Mississipi.

C’è Ian Fleming (1908-1964)
Il padre indiscusso di 007, il giornalista-scrittore-aviatore che ha fatto impazzire lettori e cineamatori di due e più generazioni con Casino Royale.

C’è Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944)
L’unico autore ad esser odiato a scuola e divinizzato subito dopo il conseguimento del titolo. Una prematura morte che ammanta la sua immagine di mistero per le dinamiche che ha registrato, morte affascinante, in battaglia, per opera del nemico, un caccia tedesco della Lutwaffe, una morte che di certo porta in auge i suoi scritti prodotti mentre svolgeva servizio militare durante la seconda guerra mondiale.

C’è Rachel Louise Carson (1907-1964).
La biologa e zoologa statunitense, meno nota al pubblico nazional-popolare ma fautrice del pensiero e del movimento ambientalista negli States. La sua dedizione diede via all’ Environmental Protection Agency, anche grazie al suo studio pubblicato nel 1962 di denuncia degli effetti nocivi e dannosi per l’uomo e per l’ambiente,  di DDT e pesticidi.

C’è Vasilij Vasil’evi Kandinskij (1866-1944).
Sì quello del “Bacio” chi non ha mai sognato di trovarsi in uno di quei circoli sensoriali disegnati o messi in scena dall’artista. Chi non si è mai visto dentro quel coloratissimo bacio. E’ bello sapere che uno degli artisti più importanti del secolo scorso ha dato tutto al mondo e il mondo ora è pronto per farne ciò che meglio crede.

kandinsky

E poi c’è anche Edvard Munch (1863-1944).
L’artista norvegese, espressionista, contorto, un po’ sofferente, che ha registrato il suo più nominato successo con “L’urlo” un po’ freddo un po’ ostile. Il viaggio dentro di sé,, che ora ritorna a noi.

Edith Sitwell (1887-1964).
Poetessa e saggista inglese di nobili origini, nata in un ambiente culturale stimolante, in famiglia con gli amici, tutti letterati. Portavoce delle correnti poetiche di avanguardia. Ha segnato negli anni ’20 una scia cavalcata tutt’ora da molti altri poeti.

Ritroviamo anche Piet Mondrian (1872-1944).
Pittore olandese esponente del movimento artistico De Stijl (o Neoplasticismo), fondato da Theo van Doesburg.

Felix Nussbaum (1904-1944).
Pittore surrealista tedesco influenzato certamente dal III Reich e dalle sue radici ebraiche.Tra le sue opere più note, “Autoritratto con la carta di identità ebraica” e “Trionfo della morte”.

Da ultimo, Flannery O’Connor (1925-1964).
Di lei si ricordano i romanzi  “La saggezza nel sangue” e “Il cielo è dei violenti”.

[fonte repubblica.it]

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